{"id":1192,"date":"2022-04-05T19:14:13","date_gmt":"2022-04-05T17:14:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/?page_id=1192"},"modified":"2022-04-05T19:48:16","modified_gmt":"2022-04-05T17:48:16","slug":"citta-darte-abruzzesi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/?page_id=1192","title":{"rendered":"Citt\u00e0 d&#8217;Arte Abruzzesi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.toplevelsrl.com\/public\/46\/big1502958758_vrwkrg9v.jpg\" alt=\"Citt\u00e0 d\u2019Arte Abruzzesi\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Citt\u00e0 D&#8217;Arte Abruzzesi<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">UN RARO TESORO IN CUI L\u2019ARTE E L\u2019ARTIGIANATO SI INCONTRANO<\/h4>\n\n\n\n<p>Arroccate sulle cime dei monti, perse in rigogliose vallate, cullate da dolci colline, esposte all\u2019eterno mormorio del mare, le citt\u00e0 d\u2019arte abruzzesi aprono i loro scrigni ripieni di tesori agli occhi stupefatti dei viaggiatori, aprono i loro sensi alla scoperta di leggende e storie dimenticate dal tempo e alla contemplazione di una natura che abbraccia l\u2019opera dell\u2019uomo in un stato di perenne armonia e compensazione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">CHIETI<\/h2>\n\n\n\n<p>Le origini dell\u2019antichissima Chieti si confondono con la mitologia. Posizionata in uno scorcio panoramico tra il massiccio della Majella e le placide acque dell\u2019Adriatico, la citt\u00e0 vanta una pregevole tradizione artistica e culturale. Capitale dell\u2019antica popolazione italica dei Marruccini, fu insediamento romano con il nome di Teate, e dopo essere stata distrutta e saccheggiata dai Barbari, conobbe il periodo di massimo splendore allorch\u00e8, durane il dominio degli Angioini e degli Aragonesi, le fu riconosciuto il diritto di coniare moneta propria. La parte alta della citt\u00e0 conserva innumerevoli testimonianze artistiche, civiche e storiche, monumenti religiosi e palazzi signorili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da vedere:<\/strong> i ruderi del Teatro Romano, risalente al II secolo D.C., il complesso dei Tempietti Romani, la Cisterna delle antiche Terme; l\u2019imponente Cattedrale di S. Giustino, al cui esterno spicca la Torre Campanaria del XV secolo e al suo interno opere artistiche di pregevole fattura; il cinquecentesco Palazzo Comunale, col cortile di aura tardo-medievale recante una colonna sopra la quale si erge una statua del Pelide, simbolo della cittadina; Il Palazzo di Giustizia; il Palazzo Mezzanotte; Corso Marruccino con la Chiesa di S. Francesco della Scarpa, risalente al XIII secolo; Palazzo De Lellis-Carusi; Palazzo Toppi; Palazzo Zambra; Palazzo De Sanctis-Ricciardone; Palazzo Majo; il Museo della Civitella, con reperti storici di et\u00e0 neolitica, pleolitica-italica e romana, sorge sul sito dell\u2019antica cittadella; il Museo Archeologico Nazionale d\u2019Abruzzo, ospitato da Villa Frigerj con pregevoli testimonianze italiche e romane, provenienti da diverse parti della regione tra cui: il Guerriero di Capestrano, il Bronzeto di Ercole in Risposo, tre stele funerarie provenienti da Penna Sant\u2019Andrea; la grande statua di Ercole a Banchetto, proveniente da Alba Fucens, una mirevole collezione di monete dal VI secolo a.C. al XIX secolo; il Museo Costantino Barbella, ospitato in un\u2019ala del Palazzo Martinetti-Bianchi, che conserva un pregevole patrimonio di statue, dipinti e ceramiche dal XV al XX secolo; il Museo Diocesano, ricco di state dell\u2019arte medievale locale e di pale d\u2019altare barocche.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019AQUILA<\/h2>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0 dell\u2019Aquila sorge nella conca scavata dal fiume Aterno tra i massicci del Gran Sasso e del Velino Sirente, a pochi passi dalle nevi perenni di Campo Imperatore, in una zona di ricca di acque, le quali oltre a donare l\u2019incipit alla costruzione della citt\u00e0, hanno anche contribuito ad elargirbne il toponimo. Citt\u00e0 di grande rilevanza artistica e storica, le sue vicende annoverano momenti di grande crescita politica e culturale a ere di oscurantismo, distruzione e pestilenza. La citt\u00e0 nasce nel XII secolo, allorch\u00e8, dopo una richiesta dei feudatari dei castelli vicini, Papa Gregorio IX diede il consenso all\u2019edificazione di una nuova citt\u00e0. Ben presto si costruirono case, piazze, fontane e chiese, che furono distrutte dalla furia di Manfredi e nuovamente edificate dopo la concessione del benestare dell\u2019Imperatore Corrado IV e gli sforzi di Carlo d\u2019Angi\u00f2, che fece edificare le mura cittadine e costruire la Basilica di S.Maria da Collemaggio, le cui mura assistettero all\u2019incornazione papale di Celestino V. Nel XV secolo fu istituita l\u2019Universit\u00e0 con le facolt\u00e0 umanistiche e scientifiche e ad Adamo da Rottweil, allievo di Gutemberg, fu concesso il diritto di battere moneta propria. La lotta per il possesso del Regno di Napoli e lo schieramento della citt\u00e0 a fianco dei Francesi, determina per la citt\u00e0 l\u2019inizio di un periodo di decadenza e di squallore, accentuato dall\u2019imperversare della peste, di carestie e dal terribile terremoto del 1703. L\u2019Aquila partecip\u00f2 attivamente ai moti rivoluzionari per l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia e nel 1860, dopo un plebiscito, divenne capoluogo di regione. In seguito al terremoto del 1915 e al ventennio fascista, il volto della citt\u00e0 si rinnova, prendendo un assetto pi\u00f9 moderno con la costruzione di nuove opere pubbliche.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da vedere:<\/strong> la Basilica di S. Maria da Collemaggio, edificio in stile romanico, che ospita la tomba di Celstino V, patrono della citt\u00e0; la Fontana delle 99 Cannelle, costruita in epoca medievale, in cui ogni cannella rappresenta uno dei villaggi da cui nacque la citt\u00e0; la Cattedrale di San Massimo e S. Giorgio, del XIII secolo, che al suo interno conserva buona parte della decorazione originaria; il Castello-Fortezza, edificata dalle braccia degli abitanti della citt\u00e0 \u201cad reprimendam audaciam Aquilanorum\u201d; la Quattrocentesca Chiesa dicapoquarto di S. Giusta con la caratteristica facciata in travertino e lo splendido rosone; il maestoso Palazzo Centi, indiscusso monumento di architettura civile ottocentesca; l\u2019Oratorio de Nardis, capolavoro d\u2019arte barocca; il Monastero della Beata Antonia, con pregevoli afreschi che ne raccontano la storia; la Chiesa Capoquarto di S. Pietro, col suo campanile ottagonale e la bella fontana sulla piazza antistante; la pittoresca via S. Martino; la chiesa capoquarto di S. Maria Paganica, risalente al XIII secolo, il cui riccho portale maggiore si staglia al di sopra di una scala a doppia rampa; il settecentesco Palazzo Ardinghelli col balcone a quota variata; il leggiadro Cortile rinascimentale di Palazzo Carli-Benedetti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">LANCIANO<br><\/h2>\n\n\n\n<p>Lanciano sorge in una zona collinare, in posizione panoramica tra i monti della Majella e l\u2019azzurro Adriatico. La citt\u00e0, conosciuta anticamente con il nome di Anxanum, capoluogo della popolazione italica dei frentani, fu un florido centro durante l\u2019era romana, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici. L\u2019antico insediamento abitativo, databile al XII secolo, raggiunge il momento di massimo splendore economico e civico con l sviluppo delle fiere nel XV secolo. La strutura originaria del centro abitato \u00e8 ancora chiaramente leggible nei capolavori in stile romanico e gotico, case a schiera, piazze e vicoli medievali e palazzi neoclassici che formano un complesso orgnismo unico e irripetibile nell\u2019architettura civile e religiosa. Importante il turismo religioso e la venerazione del miracolo eucaristico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da vedere:<\/strong> i pregevoli Palazzi in stile Liberty e Dec\u00f2 in Viale Cappuccini; il Ponte di Diocleziano; S. Maria Maggiore, sorge sul sito di un antico tempieto dedicato ad Apollo, conserva un bel rosone e graziose bifore, un grandioso portale e un campanile arricchito da trifore, colonnine tortili e una lunetta con gruppo in pietra della Crocifissione, al suo interno conserva la croce processionale di Nicola da Guradiagrele e un trittico di Girolamo Galizzi; S. Diocleziano; la Cattedrale del XIV secolo, la cui facciata presenta un avancorpo con portico a tre luci e colonne reggenti una terrazza e l\u2019interno di gusto neoclassico, a navata unica con numerosi affreschi e l\u2019altare maggiore con ricco fondale di colonne di diaspro e recante una teca con una statua in terracota della Madonna; le Torri Montanare, resti dell\u2019antica cinta muraria, in muratura e pietra; la Chiesa di S. Agostino, dalla pregevole facciata realizzata dalla maestria del Petrini recante un portale di grande rilevanza artistica, per le colonnine tortile, i fregi floreali e gli effetti chiaroscurali e il rosone arricchito da foglie d\u2019acanto; POrta S. Biagio, risalente all\u2019 XI secolo, l\u2019unica delle nove porte che si aprivano nella cinta muraria per consentire l\u2019accesso alla citt\u00e0; la Chiesa di S. Francesco, costruita nel XIII secolo, la cui facciata presenta un\u2019austerit\u00e0 di matrice francescana e al cui interno predomina lo stile barocco, da annoverare il tempietto in marmo recante l\u2019ostensoro con la reliquia del Miracolo Eucaristico, opera di un artista napoletano del XV secolo; Teatro Fenaroli, che durante il fascismo fu adibito a sala per proiezioni cinematografiche; la monumentale Fonte di Civitanova, adibita all\u2019approvigionamento d\u2019acqua e al lavaggio degli abiti dell\u2019omonimo quartiere; il Torrione, torre angolare nord-orientale dell\u2019antica cinta muraria, fu ristrutturato dagli aragonesi e adattato all\u2019utilizzo di armi da fuoco; Ponte Lamaccio; la Chiesa di S. Biagio, dalla facciata in pietra in stile romanico con finestrelle alte e strette con stromabtura esterna adatte alla difesa, il campanile a pianta quadrata, al suo interno conserva statue in legno di S. Biagio e della Madonna della Candelora, e un altorilievo di pregevole fattura lancianese dell\u2019Annunciazione; la Fonte del Borgo; la Chiesa di S. Nicola di Bari, col campanile spesso rimaneggiato e al suo ineterno un fonte batesimale in legno intarsiato, un\u2019acquasantiera marmorea e una preziosa teca in argento; la Chiesa di S. Lucia, di scuola francese borgognona, e la cornice a timpano e il rosone della scuola del Petrini, e un interno luminoso doi gusto neo-classico; il Ponte Diocleziano; la Chiesa di S. Giovina in nuda muratura; la Chiesa di S. Chiara; la Piazza del Plebiscito; la Chiesa di S. Legonziano.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">PENNE<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019antica citt\u00e0 di Penne si estende sulla superficie di quattro colli verdeggianti, ricchi di oliveti, tra le valli dei fiumi Tavo e Fino. Fondata dalla popolazione italica dei Vestini con il nome di Pinna, divenne municipio romano nell\u2019anno 89 a.C, fu dominata dai longobardi, assunse titolo di contea durante il Medioevo, fu distrutta dai Caldora nel Quattrocento e una volta ricostruita, fu feudo dei Farnese e possesso dei Borboni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da vedere:<\/strong> All\u2019 ingresso della citt\u00e0 il significativo monumento a S. Francesco, opera dello scultore Manfrini, complesso in bronzo e altorilievi in pietra, di grande rilevanza artistica; la monumentale Porta S. Francesco, del XVIII secolo, con nicchiadedicata a S. Massimo, patrono della citt\u00e0; una lapide ricorda la visita di S. Francesco alla cittadina; la Chiesa di S. Nicola, a pianta circolare, con un semplice portale e all\u2019interno predominanza dello stile neoclassico, adornata da pregevoli tele; il settecentesco Palazzo Castiglione, con la facciata a logge sovrapposte, e all\u2019interno un tripudio di sale, pitture e mobili di grande raffinatezza; la Chiesa di S. Agostino, in stile romanico, con possente campanile di gusto prettamente abruzzese, all\u2019interno pregevoli stucchi che accentuano lo stile barocco; il Palazzo del Bono-Pilotta, con l\u2019ampia facciata in laterizio, portone barocco e un balcone dalle linee sinuose e all\u2019interno piture parietali di un\u2019artista locale, risalenti al Settecento; il Palazzo Castiglione-De Leone, dal grande portale, balconi ad inferriate rigonfie e una scalinata dalla quale di accede all\u2019interno riccamente decorato con stucchi e affreschi; il Duomo, sito nella parte pi\u00f9 alta della citt\u00e0, distrutto durante la II Guerra Mondiale e recentemente ristrutturato secondo l\u2019originaria struttura romanica, con la poderosa torre campanaria con sculture bizantine, la facciata di gusto rinascimentale con rosoncino in pietra, re interno a tre navate con archi ogivali, pilastri, pila d\u2019acqua santa in pietra con figure di cariatidi e putti, Crocifisso in legno e antico altare con ornamenti scultorei.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">SULMONA<\/h2>\n\n\n\n<p>L\u2019antica Sulmona, beatamente adagiata nella cavit\u00e0 della conca peligna, annovera, attraverso le strade, i palazzi, i vicoli e le piazze luminose, un passato millenario, ricco di ere di insuperabile splendore culturale ed economico ed et\u00e0 di mera decadenza, dalle quali la citt\u00e0 \u00e8 sempre risorta a nuova gloria. Sita in un territorio da sempre attraversato da mercanti, briganti, popoli guerrieri, eremiti e pastori transumanti, Sulmona ha dato i natali al celebre poeta latino Publio Ovidio Nasone, autore di poesie d\u2019amore di eterna bellezza e delle \u201cMetamorfosi\u201d. Municipio nell\u2019epoca romana, nel Medioevo ospit\u00f2 un\u2019importante scuola di oreficeria, durante il dominio svevo ottenne una cattedra di Diritto Canonico e l\u2019onore di organizzare una delle sette fiere annuali del Regno. Citt\u00e0 ricca d\u2019arte e cultura, Sulmona \u00e8 conosciuta in tuto il mondo per la tradizione confettiera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da vedere:<\/strong> l\u2019acquedotto, risalente al XIII secolo, costruito durante il dominio di Manfredi, situato vicino alla Piazza Maggiore, dove oggigiorno si svolge la rievocazione storica della giostra cavalleresca, conserva intate le 21 arcate in pietra concia; la quattrocentesca Fontana del Vecchio, inimitabile esempio di arte rinascimentale; la Chiesa di S. Maria della Tomba; S. Francesco della Scarpa, distrutta dai terremoti e dalle guerre, conserva ancora resti del complesso absidale, un bel portone laterale e una possente torre campanria \u2013 al suo interno predomina l\u2019oragano barocco, la pala della Visitazione dell\u2019artista bergamesco Paolo Olmo e la Cappella dei Lombardi; il monumentale complesso della SS. Annunziata, sintesi di quattro secoli di storia sulmoniana, compendio di stile tardo-gotico, rinascimentale e barocco, dalla facciata splendidamente slanciata da possenti colonne, una graziosa bifora, dal fiorire di trifore e dal portale scolpito; la Cattedrale di S. Panfilo, in stile romanico, conserva all\u2019interno un tesoro artistico di marmi, affreschi quatrocenteschi, un crocifisso ligneo, nella cripta scultura policroma della Madonna con Bambino e un\u2019edicola recante uil busto di S. Panfilo, patrono della cit\u00e0; la barocca Chiesa di S. Chiara con gli affreschi del Quattrocento; la Chiesa della tomba, dall\u2019elegante facciata impreziosita da rosone e splendido portale tardo-gotico e una campana del Quattrocento; la Chiesa dell SS. Trinit\u00e0, dalla facciata leggermente arretrata rispetto al piano stradale, conserva al suo interno, un meraviglio crocifisso cinquecentesco in legno policromo; il Monumento ai Caduti della I Guerra Mondiale; il Monumeno ad Ovidio in Piazza XX Settembre, statua bronzea ad onore del grande poeta latino, che poggia un piede su due libri, simbolo della perfetta e completa predominanza culturale; Porta Napoli; Fontana S. Agata; Palazzo Mazara, esempio di architetura civile ottocentesca, officina in perenne e alacre attivit\u00e0; Palazzo Tabassi, tipica dimora patrizia tardo-medievale, con timpano arricchito da pregevoli elementi decorativi; il Teatro Comunale Maria Caniglia, dalle eccezionale acustica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">TERAMO<br><\/h2>\n\n\n\n<p>Situata in magnifica posizione geografica, tra vigneti e uliveti, a met\u00e0 strada tra monti del Gran Sasso e il Mare Adriatico, nella valle scavata dai Fiumi Vezzosa e Tordino, la citt\u00e0 vanta origini remote e una storia di origini preromane. Perduta la sua indipendenza italica, Teramo divenne dominio romano e latinizz\u00f2 il suo nome fenicio Petrut in Interamnia \u201ccitt\u00e0 tra i fiumi\u201d, e visse il periodo di maggior splendore, con la costruzione di maestose opere di rilevanza civica e religiosa. Durante il Medioevo fece parte del Ducato di Spoleto, fu Signoria degli Acquaviva, fu governata da Francesco Sforza e da Alfonso d\u2019Aragona, sub\u00ec la dominazione austriaca e francese per tornare al Regno di Napoli nel 1815. Teramo \u00e8 ancora oggi importante sede culturale e sito di un\u2019importante Universit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da vedere:<\/strong> il Duomo Cattedrale di S. Maria Assunta e S. Bernardo, un esempio d\u2019arte italiana, tra i pi\u00f9 schietti, singolari e composti della regione, dalla facciata quadrata in pietra e mattoni, slanciata dal portale di gusto cosmatesco e dall\u2019alta guglia gotica che si slancia al di sopra del cornicione e dall\u2019interno nudo e sobrio, le colonne risalenti ad antichi tempi pagani, il tabernacolo romanico che conserva il paliotto di Nicola di Guardigrele, splendido esempio d\u2019arte abruzzese, che nelle trentacinque formelle, narra la storia della vita di Cristo; la Chiesa di S. Agostino, risalente al XV secolo, conserva al suo interno dipinti settecenteschi di Storie della Vergine e affreschi della volta e dei pennacchi; la Chiesa della Madonna delle Grazie, conserva al suo interno una Statua lignea della Madonna con Bambino, risalente al XV secolo, opera dell\u2019artista Silvestro dell\u2019Aquila e ritenuta miracolosa; la Chiesa di Sant\u2019Antonio, del XIII secolo, dall\u2019interno barocco; Palazzo Melatini, di gusto medievale; la Cattedrale di S. Maria Aprutiensis, con interrno barocco e alcune volte a crociera originarie; Palazzo Savini, conserva nei sotterranei il Mosaico romano del Leone; il Palazzo del Municipio, con loggia medievale; Piazza Martiri della Libert\u00e0, fulcro cittadino; Casa Catenacci, del XV secolo, sede del primo teatro cittadino nel XVIII secolo; la Pinacoteca Civica e il Palazzo della Monica, concepito e voluto dall\u2019artista Don Gennaro della Monica con un assetto decadente, in simbiosi al gusto del revival gotico di fine Ottocento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">VASTO&nbsp;<\/h2>\n\n\n\n<p>Situata sul Golfo dei Trabocchi, la citt\u00e0 di Vasto racconta una storia millenaria, sussurrata dalle dolci brezze marine, dalle vestigia di torri, chiese e fortificazioni, di decadenza e splendore. Secondo la leggenda la citt\u00e0 venne fondata da Diomede, comandante degli Illiri, che le confer\u00ec il nome di Histon. Fu un\u2019importante colonia marittima frentana, raggiunse il culmine delllo splendore durante l\u2019et\u00e0 imperiale e non fu risparmiata dalle invasioni barbariche. La dominazione angioina segn\u00f2 il lessico della citt\u00e0 e quella spagnola degli Avalos cambi\u00f2 profondamente il suo volto, regalandole l\u2019appellativo di \u201cAtene degli Abruzzi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da vedere:<\/strong> il Palazzo d\u2019Avalos, di origine trecentesca, uno dei pi\u00f9 significativi esempi dello stile rinascimentale abruzzese, circondato da splendidi giardini, ospita al suo interno il ricchissimo Museo Civico, Archeologico, la Pinacoteca e il Museo del Costume Antico; i ruderi delle antiche terme romane del II secolo, con spettacolare pavimentazione in mosaico; il Castello Caldoresco, con torri cilindriche e tre baluardi angolari; la Torre di Bassano; la Loggia Amblingh; l\u2019Arco di Porta Santa Maria; il Teatro Rossetti; la Cattedrale di S. Giuseppe, con la particolare facciata trecentesca e il rosone; la Chiesa di S. Maria Maggiore; la Chiesa di S. Michele Arcangelo; il superbo Palazzo della Penna, nascosto agli sguardi non attenti, dai quattro bastioni con munitissime garitte, innalzato, secondo la leggenda, in una sola notte, da cento diavoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Citt\u00e0 D&#8217;Arte Abruzzesi UN RARO TESORO IN CUI L\u2019ARTE E L\u2019ARTIGIANATO SI INCONTRANO Arroccate sulle cime dei monti, perse in rigogliose vallate, cullate da dolci colline, esposte all\u2019eterno mormorio del mare, le citt\u00e0 d\u2019arte abruzzesi aprono i loro scrigni ripieni di tesori agli occhi stupefatti dei viaggiatori, aprono i loro sensi alla scoperta di leggende &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":248,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1192","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1192"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1192\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1245,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1192\/revisions\/1245"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/248"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}