{"id":1194,"date":"2022-04-05T17:22:59","date_gmt":"2022-04-05T15:22:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/?page_id=1194"},"modified":"2022-04-05T19:09:06","modified_gmt":"2022-04-05T17:09:06","slug":"il-santuario-di-san-gabriele-e-loreto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/?page_id=1194","title":{"rendered":"Il Santuario di San Gabriele (TE) e Loreto (Marche)"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.toplevelsrl.com\/public\/46\/big1502975022_4h9dhuke.jpg\" alt=\"Il Santuario di San Gabriele e Loreto\" title=\"Santuario-S-Gabriele\"\/><figcaption>Veduta del Santuario di S.Gabriele <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">IL SANTUARIO DI SAN GABRIELE,  LORETO (Marche) e altre Citt\u00e0, Chiese e Luoghi di interesse religioso in Abruzzo<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">IL CONNUBIO TRA NATURA E FEDE<\/h4>\n\n\n\n<p>Il <strong>Santuario di San Gabriele dell\u2019 Addolorata<\/strong> \u00e8 uno dei 15 santuari pi\u00f9 visitati al mondo e conta ogni anno pi\u00f9 di 2 milioni di pellegrini che vengono a onorare il Santo che \u201cha lavorato col cuore\u201d, dall\u2019incontenibile devozione per la Madonna e per il Crocifisso e dall\u2019 indole inquieta, quotidiana e innamorata della religiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;In splendida posizione geografica, incastonato nel <em>versante teramano del Gran Sasso<\/em>, il santuario di San Gabriele si presenta come un oasi in cui la natura imponente e montana si incontra con l\u2019 umilt\u00e0 della vita religiosa, in cui il verde dei boschi porta pace&nbsp;all\u2019 animo fervente dei pellegrini affollanti le 2 basiliche della cittadina.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Prima Basilica<\/strong>, la cui costruzione fu iniziata nel 1216, in vicinanza di un\u2019 edicola dedicata all\u2019 Annunziata, fu restaurata nel 1590 e poi ingradita e arricchita della bella cupola e della facciata dalla raffinata policromia nel XX secolo. In stile gotico inglese, l\u2019 antico chiesa, ospita, sotto l\u2019 altare della cappella, un\u2019 urna in bronzo dorato, contenente le spoglie del santo racchiuse in una suggestiva Statua metallica, attorno alla quale&nbsp;numerosi banchi accolgono&nbsp;i pellegrini&nbsp;durante le&nbsp;loro preghiere e contemplazione. Nella Basilica numerosi sono gli affreschi,&nbsp;ad opera&nbsp;di&nbsp;Ugo Scaramucci,&nbsp;che raffigurano la vita del santo&nbsp;e si sposano alla sua devozione all\u2019 Immacolata.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Nuovo Santuario<\/strong>, inaugurato nel 1985 da Giovanni Paolo&nbsp;II, &nbsp;fu&nbsp;progettato negli anni \u201960 dalla Scuola Gi\u00f2 Ponti di Milano, i suoi lavori di esecuzione furono coordinati dall\u2019 ingegnere Rino Rossi di Bologna e completati dall\u2019 architetto Eugenio Abruzzini di Roma. I suggestivi mosaici, bronzi e vetrate sono opera dell\u2019 artista Ugolino da Belluno. Una costruzione imponente, capace di ospitare folle di 12000 persone, nata dalla collaborazione dei migliori artisti provenienti dalle parti pi\u00f9 disparate dell\u2019 Italia. Il nuovo Santuario, la cui sagoma richiama la forma di una grande nave, simbolo della chiesa in cammino, protende le sue braccia ai 4 punti cardinali. La Basilica si articola in Presbiterio Maggiore, Aura Feriale e vasti Matronei, moderne cappelle e sale congressi e per esposizioni. Arricchita di numerosi mosaici e di graniti policromi e marmi bianchi, la chiesa unisce gusto estetico e funzionalit\u00e0 al fine di sposare \u201cescursioni turistiche\u201d e \u201cascensioni spirituali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Santuario di Loreto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La storia del Santuario ha inizio nel XIII secolo, con l\u2019arrivo della casa abitata dalla famiglia della Vergine Maria a Nazareth. La preziosa reliquia fu portata in Italia dopo la caduta del regno dei Crociati in Terra Santa e recenti studi delle pietre e dei graffiti, purificando la tradizione da elementi leggendari, attestastano l\u2019 autenticit\u00e0 della Santa Casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Santuario di Loreto<\/strong> \u00e8 da secoli uno dei luoghi di pellegrinaggio pi\u00f9 importanti per il mondo cattolico, visitato da numerosi papi e da oltre 200 santi e beati, oltre che dai pellegrini che ogni anno affollano le sue strade.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Santa casa<\/strong>, come nucleo originario, \u00e8 costitutita da tre sole pareti, in quanto la parte dove oggi sorge l\u2019altare, a Nazareth dava sulla bocca della grotta. Le pietre arenarie risultano rifinite esternamente con tecnica natabea e vi sono stati trovati diversi graffiti di et\u00e0 giudeo-cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019origine del Crocifisso dipinto su legno, sopra la cosiddetta finestra dell\u2019 Angelo, risalente alla fine del XIII secolo, \u00e8 incerta:&nbsp;i sostenitori della prima&nbsp;tesi la assegnano alla cultura&nbsp;spoletina, altri lo vogliono realizzato da Giunta Pisano. La Statua della Madonna, scolpita nel legno di un cedro del Libano, sostituisce dal 1922 quella originaria del XVI secolo andata perduta in un incendio nel 1921. Modellata da Enrico Quattrini e eseguita e dipinta da Leopoldo Celani, la statua, seguendo l\u2019antica tradizione, \u00e8 ricoperta da un panno, detto \u201cDalmatica\u201d. Un rivestimento marmoreo, capolavoro dell\u2019arte lauretana, voluto dal papa Giulia II, disegnato&nbsp;dal sommo architetto Donato Bramante, e realizzato da Andrea Sansovino custodisce l\u2019umile Casa di Nazareth. Le nicchie sono arricchite da figure delle Sibille e dei Profeti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019 interno della Basilica si contraddistingue per la <em>Cupola<\/em>,&nbsp;elevata fino al tamburo da Giuliano da Maiano e voltata nella calotta da Giuliano da Sangallo. Fu affrescata nel XVII secolo dal Pomarancio e restaurata all\u2019inizio del&nbsp;XX secolo da Cesare Maccari. La Chiesa ospita la <em>Cappella del Crocifisso<\/em>, scolpito su legno e donato da una confraternita nel XVIII secolo; la <em>Cappella Francese<\/em> o del Sacramento, decorata e affrescata con le offerte dei cattolici francesi; la <em>Cappella Slava<\/em> o dei Santi Cirillo e Metodio, decorata grazie ai contributi dei croati, il cui trittico dell\u2019altare \u00e8 opera di Stanislao de Witten; la <em>Cappella dell\u2019 Assunta<\/em> o Americana, decorata con le offerte dei fedeli americani di lingua inglese per iniziativa della Congregazione Universale, e affrescata con immaginari della Vergine e la storia del Volo Umano, da Icaro a Leonardo Da Vinci; la <em>Cappella del Coro<\/em> o Tedesca, affrescata da Ludovico Seitz nel Vi Centenario della Translazione, grazie alle offerte del popolo tedesco; la <em>Cappella del Sacro Cuore<\/em> o Polacca, decorata da Arturo Gatti con scene della tradizione polacca grazie alle offerte del popolo; la <em>Cappella dei Duchi di Urbino<\/em> Guidobaldo II e Francesco Maria della Rovere; la Cappella di San Giuseppe o Spagnola, la <em>Cappella Svizzera<\/em> o dei santi Gioacchino e Anna, affrescata con i santi svizzeri e con scene dall\u2019 infanzia e vita familiare di Maria. Nelle due navate laterali della Basilica si trovano dodici cappelle, aperte nel XVI secolo dal Bramante e abbellite successivamente da pale settecentesche in mosaico.<\/p>\n\n\n\n<p>La <em>sagrestia di San Giovanni<\/em>&nbsp; del Signorelli custodisce i pregevoli affreschi che raffigurano otto Angeli Musicanti nella volta, i quattro evangelisti intercalati con i&nbsp;quattro dottori della chiesa, cinque coppie di Apostoli e l\u2019incredulit\u00e0 di San Tommaso con la conversione di Saulo. La <em>Sagrestia di San Marco<\/em>, realizzata da Merlozzo da Forl\u00ec, raffigura nella volta, quattro angeli, recanti i simboli della passione e altrettanti profeti.<\/p>\n\n\n\n<p>La <em>Sala del Tesoro<\/em>, realizzata dal Pomarancio,&nbsp;uno dei capolavori del tardo manierismo romano, fu voluta da Clemente VIII per accogliervi l\u2019ingente cumulo di doni votivi lasciati da pellegrini di ogni estrazione sociale. Il Tesoro fu spogliato prima da Napoleone, successivamente, da ladri nel XX secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>Piazza<\/strong> di fronte alla Basilica \u00e8 abbellita da un\u2019artistica&nbsp;fontana al suo centro e da un campanile disegnato dal Vanvitelli, autore della celebre Reggia di Caserta, sul lato sinistro, il quale ospita otto campane. La Basilica \u00e8 un compendio di stile tardo-gotico e tardo-rinascimentale. I <em>tre portali in bronzo<\/em> sulla facciata della Basilica furono voluti dal cardinale Antonio Maria Gallo, in vista del Giubileo dell\u2019anno 1600. Lavorate nella Fonderia Recanati e restaurate recentemente dalla Ditta Moggi, le tre porte rappresentano soggetti biblici, intesi ad accompagnare spiritualmente il pellegrino alla contemplazione del mistero della rincarnazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul lato sinistro del sagrato si scorge la <em>statua dedicata a San Sisto V<\/em>.&nbsp;Davanti alla facciata della Basilica si apre il<em>&nbsp;Palazzo Apostolico<\/em>, su due piani, commissionato da Giulio II a Donato Bramante.<\/p>\n\n\n\n<p>A sud della Piazza, si eleva il <em>Palazzo Illirico<\/em>, una decorosa costruzione in laterizio di Giuseppe Marini, che in passato&nbsp;ospit\u00f2 i gesuiti e giovani studenti provenienti dall\u2019Illiria, oggi funge da ostello per i pellegrini e dei treni-malati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Manoppello<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Manoppello, piccolo paese ai piedi della Majella, ospita, dimenticata da 400 anni, la <em>\u201cVeronica\u201d<\/em>, il velo sul quale, secondo la tradizione, \u00e8 rimasto impresso il volto di Cristo. La tela, anticamente conservata a San Pietro, \u00e8 stata esaminata dal gesuita e storico dell\u2019arte Pfeiffer, il quale si ritiene sicuro di aver identificato l\u2019originale della Reliquia. La Veronica, un velo di cm 17 x 24 si trova custodita nella Chiesa del Monastero dei Frati Cappuccini nel paesino abruzzese di Manoppello.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lanciano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>ltre dodici secoli, a Lanciano, \u00e8 conservato il primo e pi\u00f9 importante \u201c<em>Miracolo Eucaristico<\/em>\u201d della chiesa cattolica. Tale prodigio avvenne verso la met\u00e0 del secolo VIII d.C., nella Chiesa di S. Legonziano, per il dubbio di un monaco basiliano per la presenza reale di Ges\u00f9 nell\u2019eucarestia. Durante la celebrazione, dopo la consacrazione, l\u2019ostia divent\u00f2 sangue vivo, raggrumandosi in 5 globuli irregolari e diversi per forma e grandezza. L\u2019Ostia-Carne ha la grandezza dell\u2019ostia grande attualmente in uso presso la chiesa latina, \u00e8 legermente bruna e diventa tutta rosea, se osservata in trasparenza. Il sangue \u00e8 coagulato, di colore terreo, tendente al giallo-ocra. La Carne dal 1713 \u00e8 conservata in un artistico <em>Ostensorio<\/em> d\u2019argento, finemente cesellato, di scuola napoletana. Il Sangue \u00e8 contenuto in una ricca e antica <em>ampolla<\/em> di cristallo di Rocca. Il Santuario \u00e8 attualmente gestito dai Frati Conventuali Minori della Chiesa di S. Francesco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Celestino V a Collemaggio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Di ritorno da Lione, dove aveva ottenuto l\u2019accettazione dell\u2019ordine dei Fratelli dello Spirito Santo, Fra\u2019 Pietro da Morrone, nei primi mesi dell\u2019anno 1275, si trov\u00f2 a passae la notte a L\u2019Aquila. Le storie raccontano che, in sogno, la Vergine Maria gli comand\u00f2 di erigerle&nbsp;una Basilica sul Colle di Maggio. La costruzione, che a quel tempo costituiva una novit\u00e0 sociale in una citt\u00e0 di recenti origini, fu lunga e complessa tanto che la chiesa, bench\u00e8 ultimata, pot\u00e8 essere consacrata solo nel 1288 e la fabbica del monastero era ancora in corso, quando Fra\u2019 Pietro da Morrone vi fu incoronato pontefice nel 1294. In quell\u2019occasione Celestino V istitu\u00ec la <em>Perdonanza<\/em>, ossia la remissione dinanzi a Dio della pena temporale dei peccati, legata a particolari condizioni religiose e penitenziali. L\u2019atto istitutivo della Perdonanza, che da allora si ripete ogni anno dai vespri del 28 agosto al tramonto del 29, e\u2019 scritto in una bolla conservata nella sede comunale, il che costituisce per gli amministratori della citta\u2019 l\u2019occasione per dare vita a un solenne corteo che, partendo da Piazza Palazzo, giunge fino a Collemaggio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cocullo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>festa per San Domenico Abate<\/strong>, che si tiene il primo gioved\u00ec di maggio a <strong>Cocullo<\/strong> (L\u2019Aquila), \u00e8 conosciuta in tutto il mondo.<br>La presenza dei serpenti dona un aspetto tra suggestione e devozione alla festa per il Santo patrono.<br>La cerimonia \u00e8 gestista dalla Confraternita laicale di San Domenico e raggiunge il momento principale con l\u2019arrivo del pellegrinaggio. Ogni anno, il 21 agosto, la gente di Fornelli si porta all\u2019eremo di San Domenico Abate presso Villalago, ripetendo un rito gi\u00e0 codificato nel sedicesimo secolo, come attesta una documentazione di archivio. Il pellegrinaggio di Fornelli, si svolge a piedi, seguendo la linea del Tratturo magno; e\u2019 organizzato dalla Santa Congregazione di San Domenico.<br>La partenza \u00e8 caratterizzata da un cerimoniale molto suggestivo, durante il quale tutti i pellegrini (circa duecento) indossano lo scapolare di San Domenico e appoggiandosi al bastone penitenziale, si avviano da Santa Maria a Casale, una piccola chiesa campestre, nella quale risiede ancora un eremita, recitando e cantando inni tradizionali. Tutto avviene a lume di torce, mentre i pellegrini, preceduti dal crocifisso e da un fanciullo che suona una campanella, cantano le litanie dei santi.<br>Di grande impatto emozionale \u00e8 l\u2019arrivo all\u2019eremo di Villalago dove i pellegrini, dopo aver percorso quasi ottanta chilometri a piedi entrano strisciando sulle ginocchia e si portano fino all\u2019altare maggiore di cui baciano la pietra.<br>Con grande solennit\u00e0, il corteo risale verso il paese dove i pellegrini vengono accolti dai membri della Confraternita di Villalago, anch\u2019essi vestiti in abito festivo e recanti lo stendardo e la croce astile.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ortona \u2013 Cattedrale di San Tommaso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Abruzzo vanta molti altri santuari, spesso antichissimi e la cui presenza costituisce un punto di riferimento della devozione locale. Una menzione speciale spetta alla grande <strong>cattedrale di Ortona<\/strong> che vanta il privilegio di conservare le ossa di San Tommaso Apostolo, giunte il 6 settembre del 1258 come bottino di guerra conquistato dal capitano Leone degli Acciaiuoli nel saccheggio dell\u2019isola di Scio. In seguito la Cattedrale fu accresciuta tanto da divenire uno dei piu\u2019 insigni monumenti gotici della regione e in parte rovinata sotto il terribile bombardamento che colpi\u2019 Ortona nel 1943. Degli antichi splendori restano il ricchissimo<em> portale di Nicola Mancino<\/em> (1311) l\u2019antica porta sul lato sinistro, il famoso campanone del 1588, una Pieta\u2019 goticizzante del XV secolo. Le <em>spoglie di San Tommaso<\/em> sono conservate nella cripta, entro un sarcofago scolpito (sec. VI). Ortona dedica all\u2019Apostolo due feste: quella del <em>6 settembre<\/em> e quella, pi\u00f9 grande, del <em>Perdono<\/em>, la Ia domenica di maggio, a cui \u00e8 legato il privilegio dell\u2019Indulgenza plenaria. In quell\u2019occasione, solennizzata dal magnifico <em>Corteo storico delle Chiavi<\/em>, giungono ad Ortona migliaia di pellegrini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bucchianico \u2013 San Camillo de Lellis<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Si racconta che da giovane <strong>Camillo de Lellis<\/strong> avesse una statura e un portamento imponenti che ben si addicevano ad un uomo addestrato alla vita militare. Nato a Bucchianico il 25 maggio del 1550 da Camilla Caselli, un\u2019aristocratica gia\u2019 avanti negli anni e da Giovanni capitano al servizio dei D\u2019Avalos nella guerra franco-spagnola, dopo la morte della madre, ancora adolescente segui\u2019 il padre nei vari arruolamenti. Nel 1570 avrebbe voluto partecipare alla crociata contro i turchi indetta da Venezia, ma dopo la morte del genitore rinuncio\u2019 all\u2019idea. Intanto una ferita alla caviglia rendeva il suo stato di salute sempre piu\u2019 precario tanto che il giovane chiese aiuto all\u2019Ospedale di San Giacomo degli Incurabili a Roma, dove resto\u2019 per qualche tempo come inserviente.<br>Ripresa la vita militare fu al soldo dei Veneziani e degli Spagnoli. Si dice che all\u2019epoca avesse un carattere litigioso e una grande passione per il gioco, tanto che un giorno a Napoli avesse perso armi e mantello. In memoria di quell\u2019episodio, piu\u2019 tardi, sul luogo dove era avvenuto il fatto fu eretto un tabernacolo a cui si rivolgevano le madri per allontanare i figli dal vizio delle scommesse. In seguito svolse umili mestieri presso il convento francescano di Manfredonia e avrebbe voluto prendere gli ordini in quello di Trivento se non gli si fosse riaperta nuovamente la piaga alla caviglia, la qual cosa lo costrinse a riparare una seconda volta agli Incurabili di Roma.<br>Guarito, resto\u2019 nell\u2019ospedale in qualita\u2019 di guardarobiere prima e di amministratore poi fino al 1582. In questo periodo conobbe San Filippo Neri che divenne il suo confessore.<br>Colpito dallo stato di misera e di abbandono che spesso accompagnava le sofferenze dei malati decise, con cinque compagni, di dedicarsi alla loro assistenza materiale e spirituale. Fu ordinato sacerdote il 26 maggio del 1583 e qualche mese dopo dava origine all\u2019Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi approvato da Sisto V il 18 marzo 1586. Ben presto, mentre San Camillo de Lellis prestava la sua opera a Santo Spirito di Sassia, antica casa romana degli Ospedalieri, il suo ordine si diffondeva in tutta l\u2019Italia.<br>Nel 1607, fiaccato dalle malattie lascio\u2019 la direzione della Compagnia ma continuo\u2019 a servire i poveri e i malati fino alla morte che lo colse il 14 luglio 1614 nell\u2019oratorio della Maddalena. Fu sepolto a Roma e canonizzato nel 1746. A <strong>Bucchianico<\/strong> si venera la reliquia del suo cuore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL SANTUARIO DI SAN GABRIELE, LORETO (Marche) e altre Citt\u00e0, Chiese e Luoghi di interesse religioso in Abruzzo IL CONNUBIO TRA NATURA E FEDE Il Santuario di San Gabriele dell\u2019 Addolorata \u00e8 uno dei 15 santuari pi\u00f9 visitati al mondo e conta ogni anno pi\u00f9 di 2 milioni di pellegrini che vengono a onorare il &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1215,"parent":70,"menu_order":2,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1194","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1194","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1194"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1194\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1243,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1194\/revisions\/1243"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/70"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1215"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}