{"id":1198,"date":"2022-04-05T19:17:49","date_gmt":"2022-04-05T17:17:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/?page_id=1198"},"modified":"2022-04-05T19:51:44","modified_gmt":"2022-04-05T17:51:44","slug":"gli-eremi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/?page_id=1198","title":{"rendered":"Gli Eremi"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.toplevelsrl.com\/public\/46\/big1502955832_vopft0d4.jpg\" alt=\"Gli Eremi\" title=\"ABRUZZO-ROCCAMORICE-Eremo-di-S\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">GLI EREMI<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">SULLE VIE DELLA TRASCENDENZA IN ABRUZZO<\/h4>\n\n\n\n<p>Il massiccio della Majella \u00e8, insieme alla vasta e lontana terra del Tibet, il luogo maggiormente costellato da eremi. Gli anacoreti scelgono la montagna madre abruzzese per dedicare completamente la propria vita alla preghiera e all\u2019ascesi spirituale, volontariamente scissi dalla societ\u00e0 mondana, votati alla solitudine monacale, ma senza&nbsp;praticarne i voti di castit\u00e0, povert\u00e0 e obbedienza. Le terre selvagge e primitive, abbandonate e plagiate dalle intemperie naturali, della Majella, sono state scelte da molti eremiti, tra cui Pietro da Morrone, il papa che fece \u201cla grande rinuncia\u201d, come luogo in cui volgere l\u2019anima alla contemplazione.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>EREMO Di Fratta Grande di Pretara<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019eremo si appoggia su una parete rocciosa a pochi passi dal torrente Ruzzo. Una scalinata conduce all\u2019ingresso della modesta costruzione, preceduto da una croce di legno.&nbsp;La chiesetta conserva, al di sopra dell\u2019altare principale, un quadro raffigurante S. Francesco di Paola, santo di cui Fr\u00e0 Nicola, l\u2019ultimo eremita del Gran Sasso, era molto devoto e nella cappella laterale, un presepe costruito dall\u2019anacoreta.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>EREMO&nbsp;di S. Michele<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019Eremo&nbsp;di San Michele Arcangelo, risalente al XII secolo, \u00e8 uno splendido esempio di chiesa rupestre, ricavato da una grotta. Lo spazio abitativo \u00e8 ricavato da un tempietto di origine pagana, probabilmente dedicato al culto del dio Ercole. Durante la colonizzazione pagana e il diffondersi del Cristianesimo la grotta fu consacrata al culto di S. Michele Arcangelo, protettore del popolo germanico. L\u2019interno conserva un bel pavimento di lastre in pietra bianca locale e una balaustra finemente lavorata che racchiude l\u2019altare e una statua del patrono, in netto contrasto con la struttura rustica della volta.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>EREMO di S. Venanzio Raiano<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>La Chiesa \u00e8 costruita su uno sperone roccioso a ridosso del Fiume Aterno, in una splendida oasi verdeggiante, con vialetti curati e piazzole attrezzate. L\u2019interno presenta tre altari, gli altari laterali dedicati a S. Pietro e a San Giovanni Battista, e l\u2019altare maggiore, proteto da una balaustra, da quale si accede a una scala santa, completamente scavata nella roccia, che conduce ad una piccola grotta, a strapiombo sul fiume, dove i fedeli possono ammirare, nella conformazione della roccia, l\u2019impronta del corpo del Santo. I pellegrini posano la mano sull\u2019impronta nella roccia con la speranza di curare i dolori artritici.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Eremo di san Bartolomeo in Legio (Roccamorice)<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019antico Eremo di San Bartolomeo sorge nella parte pi\u00f9 arida del Vallone di S.Bartolomeo, a 600 mt di altitudine, coperto da un soffitto naturale di roccia. Le sue origini risalgono all\u2019anno Mille, ma fu ricostruito e reso famoso dal futuro papa Celestino V. All\u2019interno della cappella, le incalanature scavate nella viva roccia raccolgono le \u201cacque sante\u201d, che traggono dal luogo in cui scaturiscono il potere di guarire da ogni male. I pellegrini che visitano l\u2019eremo sono soliti raccogliere in una boccetta piccole quantit\u00e0 dell\u2019acqua miracolosa e miscalarla con l\u2019acqua del vallone, anch\u2019essa ritenuta avente poteri taumaturgici.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Eremo Santo Spirito a Majella (Roccamorice)<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Di origini anteriori all\u2019anno Mille, le prime tracce della sua esistenza risalgono al 1053, allorch\u00e8 vi dimor\u00f2 Desiderio, il futuro Papa Vittore III. Petrarca, citando l\u2019eremo nel suo \u201cDe vita Solitaria\u201d lo defin\u00ec \u201cuno dei luoghi pi\u00f9 adatti all\u2019ascesi spirituale\u201d. Partendo dal paese, una ripida strada conduce al vallone di Santo Spirito e all\u2019omonimo eremo,&nbsp;che Pietro Angeleri&nbsp;scelse come casa madre della sua comunit\u00e0 monastica. Il complesso comprende un oratorio, il dormitorio dei monaci e le celle per i ritiri cenobitici. Oggi l\u2019eremo \u00e8 costituito dalla Chiesa, dalla Sagrestia, dalla Foresteria disposta su due piani e da cinque cellette, oltre che dalla scala santa scavata nella roccia, che conduce all\u2019oratorio della Maddalena.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Eremo San Giovanni all\u2019Orfento \u2013 Caramanico Terme<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019Eremo di San Giovanni all\u2019Orfento, situato ad un altitudine di oltre 1200 mt, in un luogo impervio entro i confini del comune di Caramanico, \u00e8 sicuramente il pi\u00f9 inaccessibile tra i luoghi abitati da Celestino V. Il pellegrino che voglia visitarlo, previa autorizzazione del Comando Forestale, per raggiungerlo dovr\u00e0 aggrapparsi agli appigli per le mani fissati sulla roccia. L\u2019anacoreta trascorse qui lunghi periodi di penitenza. Nei periodi di assenza del maestro l\u2019eremo fu abitato dai suoi discepoli. Una piccolissima croce sulla roccia segna l\u2019inizio della scalinata d\u2019accesso, lunga circa 8 metri e formata da 20 gradini, e del camminamento, scavato nella parete, che a pochi metri dall\u2019ingresso si interrompe, costringendo il visitatore a strisciare. Le stanze sono dotate di nicchie, la pi\u00f9 importante racchiude al suo interno un altarino. Interessante \u00e8 il sistema idrico che fa confluire l\u2019acqua piovana all\u2019interno di una cisterna.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Eremo Sant\u2019Onofrio al Morrone \u2013 Sulmona<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019Eremo di Sant\u2019Onofrio si staglia contro gli strapiombi della localit\u00e0 detta Badia, alle pendici del Morrone, raggiunto da un sentiero scavato nella roccia, a tratti segnato da una ripida scalinata. In questo romitorio fr\u00e0 Pietro Angeleri trascorse gran parte della sua vita e ricevette la notizia della sua elezione a pontefice, raggiunto dai delegati del Sacro Collegio preceduti da re Carlo d\u2019Angi\u00f2. Ancora oggi il luogo conserva buona parte della sua originaria suggestione, le cellette scavate nella roccia, abitate da&nbsp;Pietro e dal suo allievo prediletto e un oratorio con affraschi risalenti al duecento, e un quadro del pontefice del Quattrocento, rilevante dal punto di vista iconografico, in quanto realizzato poco tempo dopo la sua morte. Una scalinata esterna conduce alla grotta sottostante, primo rifugio del frate. I fedeli credono di vedere, impresso nella roccia, il calco del corpo del santo dormiente e di trarre sollievo contro i dolori reumatici, strofinandosi contro la nuda roccia, resa umida dall\u2019acqua che vi sgorga.&nbsp;L\u2019eremo \u00e8 preceduto da un loggiato, con splendida vista sul Santuario di Ercole Curino e da un giardinetto ricavato tra le rocce.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Eremo di Madonna dell\u2019Altare<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019Eremo della Madonna dell\u2019Altare \u00e8 raggiunto da un\u2019agevole strada che si snoda dopo il passo della Forchetta. I pellegrini, tuttavia, scelgono le vie pi\u00f9 accidentate tra i boschi, pi\u00f9 conformi al cammino penitenziario. L\u2019Eremo viene chiuso nei mesi invernali con una celebrazione liturgica dai richiami pastorali e viene riaperto il giorno della Pentecoste. Citato da Padre Quirino Salomone in una Monografia su Papa Celestino V, l\u2019eremo viene riconosciuto come il primo luogo scelto dall\u2019anacoreta nel suo percorso di ascesi spirituale: \u201craggiunta la Majella, si ferma in una grotta ed inizia la vita eremitica vera e propria. I primi segni di tentazioni e i primi segni celesti. La paura del buio e la compagnia degli angeli\u201d che spinsero, insieme alla gente del circondario, i frate a prendere i voti sacerdotali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GLI EREMI SULLE VIE DELLA TRASCENDENZA IN ABRUZZO Il massiccio della Majella \u00e8, insieme alla vasta e lontana terra del Tibet, il luogo maggiormente costellato da eremi. 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