{"id":1200,"date":"2022-04-06T20:32:23","date_gmt":"2022-04-06T18:32:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/?page_id=1200"},"modified":"2022-04-06T20:33:21","modified_gmt":"2022-04-06T18:33:21","slug":"il-parco-nazionale-e-la-maiella","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/?page_id=1200","title":{"rendered":"Il Parco Nazionale e la Maiella"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.toplevelsrl.com\/public\/46\/big1502975170_fngbwetn.jpg\" alt=\"Il Parco Nazionale e la Maiella\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">IL PARCO NAZIONALE E LA MAIELLA<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">ITINERARI ALL\u2019INTERNO DEL PARCO NAZIONALE DEGLI ABRUZZI<\/h4>\n\n\n\n<p><strong><em>PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E DEI MONTI DELLA LAGA<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga<\/strong>, con i suoi 150 mila ettari di terreno, abbraccia 44 Comuni, 3 Regioni, 2 diverse e imponenti Catene Montuose, accoglie una flora di variegati di alberi sempreverdi, infinite distese di faggi, abeti bianchi, faggi, cerri e castagni, boschi popolati da una prolifera fauna di lupi e camosci, cieli solcati da falchi pellegrini e aquile reali.<\/p>\n\n\n\n<p>Un paesaggio ancestrale, ricco di fragorose e imponenti cascate, ghiacciai e nevi perenni, rocce imponenti e dolci ruscelli, costellato di borghi fortificati e di casette rustiche in cui la tradizione e il tempo si fermano a memoria di usanze passate, in cui la natura selvaggia abbraccia l\u2019 opera dell\u2019 uomo in armonia giocosa e reverenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cuore verde dell\u2019 Italia abbraccia tre grandi Gruppi Montuosi, il Gran Sasso, da cui svetta il Corno Grande con i suoi 2912 mt. d\u2019 altezza, i Monti della Laga e i Monti Gemelli, ospita il Calderone, il ghiacciaio pi\u00f9 meridionale d\u2019 Europa e il lago artificiale di Campotosto.<\/p>\n\n\n\n<p>Paradiso per gli appassionati di trekking e di trekking a cavallo, variegato ritrovo per gli appassionati di enogastronomia, il Parco Nazionale degli Abruzzi diventa culla di raffinate opere d\u2019 artigianato, prodotti tipici di indiscussa qualit\u00e0 quali il Pecorino di Farindola, la Mortadellina di Campotosto, i Marroni della Laga, le Lenticchie di Santo Stefano.<\/p>\n\n\n\n<p>Facilmente raggiungibile sia dal versante Tirrenico che dalla costiera Adriatica attraverso le rispettive autostrade tra loro collegate dall\u2019 Autostrada dei Parchi, che da Roma raggiunge L\u2019 Aquila e poi Teramo attraverso il traforo del Gran Sasso \u2013 A24 -, oppure con la diramezione per Pescara \u2013 A25 \u2013 per accedere al parco dalla parte Sud \u2013 Orientale. Il versante laziale e quello marchigiano sono raggiungibili percorrendo la via Salaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Seguono alcuni percorsi di trekking nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga:<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Rifugio Fraschetti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Difficolt\u00e0: media<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dislivello: 420 mt<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tempo: 3 ore con la seggiovia, 1\/2 giornata percorso a piedi<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Carta: <a href=\"https:\/\/www.hclara.it\/it\/www.lagagransasso.it\/images_gran_sasso\/mappe\/mappa_r_franchetti.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/www.lagagransasso.it\/images_gran_sasso\/mappe\/mappa_r_franchetti.gif<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Da Prati di Tivo, \u00e8 possibile raggiungere comodamente la seggiovia per mezzo della seggiovia. In alternativa seguire le tracce del sentiero, alla destra della seggiovia, fino ad arrivare alla Fonte Cristiana. Si prosegue liberamente, fino a trovare un comodo sentiero pi\u00f9 in alto, che, in diagonale verso sinistra, passa al di sotto della seggiovia sbucando sulla cresta dell\u2019 Arapietra. Costeggiare la Madonnina e seguire la mulattiera che risale a svolte verso sinistra per entrare nel Vallone delle Cornacchie. Attraversato il Passo delle Scalette, il sentiero si snoda tra grossi massi (caratteristico l\u2019arco che si forma tra 2 di questi), fino a raggiungere, verso sinistra, lo sperone roccioso che divide in 2 la valle. Un breve tratto pi\u00f9 impegnativo (imposto: corda fissa) permette di superarlo. Si continua in tornanti e tra massi, fino ad obliquare a sinistra fino al Rifugio Fraschetti. Bella vista sulla parete est del Corno Piccolo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pizzo Cefalone dall\u2019 Abergo di Campo Imperatore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Difficolt\u00e0: media difficolt\u00e0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dislivello: 500 mt.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tempo: durata complessiva \u2013 1\/2 giornata<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Carta: <a href=\"https:\/\/www.hclara.it\/it\/www.lagagransasso.it\/images_gran_sasso\/mappe\/mappa_p_cefalone.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/www.lagagransasso.it\/images_gran_sasso\/mappe\/mappa_p_cefalone.gif<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Itinerario breve e molto panoramico. Dall\u2019 albergo di Campo Imperatore, dopo aver superato l\u2019Osservatorio, seguire a sinistra l\u2019evidente traccia che incide il fianco meridionale&nbsp; di Monte Portella. Dopo aver agirato alcuni costoni, risalire fino al passo della Portella. Continuare in cresta verso sinistra (ovest), con alcuni saliscendi e attraversare su facile cengia, facendo molta attenzione, fino ad arrivare alla base dei salti rocciosi. Da qui si continua su ripidi pendii erbosi. Dopo aver lasciato a sinistrala cresta che prosegue verso Cima Malecoste, per tracce di sentiero e facili roccette raggiungere la cima. Osservando il panorama comprenderete la&nbsp;fama di questo percorso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da Monte San Franco al Passo delle Campanelle<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Difficolt\u00e0: media<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dislivello: 900 mt.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tempo: durata complessiva 1 giornata<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Carte: <a href=\"https:\/\/www.hclara.it\/it\/www.lagagransasso.it\/images_gran_sasso\/mappe\/mappa_m_san_franco.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/www.lagagransasso.it\/images_gran_sasso\/mappe\/mappa_m_san_franco.gif<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Itinerario molto panoramico, che permette, durante le giornate nitide, di spaziare dal Monte Velino al Monte Vettore fino al Monte Terminillo e di godere di un incontro ravvicinato sulla Laga e sul Lago di Campotosto oltre che, ovviamente, sul Gruppo del Gran Sasso. Parcheggiare nei pressi del Monte della Lama. Da qui parte una sterrata, che si segue inizialmente fino a raggiungere una cava e, continuando, dopo alcuni tornanti si lascia per proseguire per un sentiero. Questo, risalendo verso destra, raggiunge il crinale,&nbsp; che poi si segue, monotono, con pendenza costante, fino in vetta. Continuare quindi verso est, fino a raggiungere la cresta di Rotigliano, per poi scendere verso il passo del Belvedere. Traversando la Valle del Paradiso, verso sinistra, risalire la cresta che la separa da quella dell\u2019 Inferno. Subito al di l\u00e0 di questa, si trova, ad un altitudine di&nbsp;1700 mt. il rifugio A.Panepucci. Dal rifugio seguire la sterrata che, scendendo verso ovest, raggiunge una carrecciata. Questa traversa, a sinistra, il versante settentrionale di Monte San Franco e in poco meno di 4 Km. raggiunge la statale 80 a pochi passi da dove si trova il parcheggio auto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da Castelli al Fondo della Salsa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Difficolt\u00e0: media<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dislivello: 400 mt.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tempo: durata complessiva tra le 3 e le 4 ore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Carte: <a href=\"https:\/\/www.hclara.it\/it\/www.lagagransasso.it\/images_gran_sasso\/mappe\/mappa_fondo_d_salsa.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">http:\/\/www.lagagransasso.it\/images_gran_sasso\/mappe\/mappa_fondo_d_salsa.gif<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La parete nord del Monte Camicia, scalata per la prima volta nel 1934 da Bruno Marsili e Antonio Panza, \u00e8 sicuramente la pi\u00f9 severa ed impressionante parete degli Appennini. L\u2019itinerario proposto permette di raggiungere il selvaggio anfiteatro ai piedi della Grande Parete. Da Castelli proseguire per Rigopiano. Dopo aver superato la Scuola d\u2019Arte di Ceramica, si atraversano le piccole Frazioni di San Rocco e San Salvatore, fino ad arrivare ad una curva a sinistra, nei pressi di Colle Rustico, dove ha inizio il sentiero. Il percorso si svolge in una faggeta e raggiunge una piccola sella, quindi costeggia fino a raggiungere il torrente del Fosso Morto, che pi\u00f9 in basso alimenta il Fiume Leomogna, ed infine risale. Dopo aver atraversato un altro fosso, in corrispondenza della Fonte dei Signori, continuare su prati incontrando prima un monumento dedicato a Piegiorgio de Paulis (alpinista aquilano caduto durante la prima salita invernale della parete nord del Monte Camicia) e poco pi\u00f9 avanti il masso con la targa a lui dedicata. Dopo aver incrociato il sentiero dei 4 Vadi proseguire sul Nevaio fino a raggiungere il margine della conca alla base della impressioante parete. Il pericolo di caduta sassi obbliga a non avvicinarsi troppo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>IL PARCO NAZIONALE DELLA MAJELLA<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>Parco <\/strong><strong>Nazionale della Majella<\/strong>, istituito nel 1991,&nbsp;si estende&nbsp;su una superficie di 74.095 ettari nel cuore verde dell\u2019 Abruzzo, su un terreno prevalentemente montuoso, &nbsp;e comprende 3 Province, 6 Comunit\u00e0 Montane e 39 Comuni.<\/p>\n\n\n\n<p>La forma massiccia e arritondata della Majella \u00e8 molto carattestica: simile ad una grandiosa cupola ellittica, domina il paesaggio abruzzese innalzandosi tra il mare e la catena appenninica. Il fianco occidentale, privo di valli, \u00e8 solcato da ampi ghiaioni che si spingolno fino alle faggete che rivestono il versante, mentre quello orientale si presenta pi\u00f9 mite. Oltre al Monte Amaro, la cima principale della Majella, alto 2795 mt, ve ne sono ca. una trentina che superano la soglia dei 2000 mt.<\/p>\n\n\n\n<p>Illustriamo qui di seguito alcuni itinerari di trekking, da efettuare a piedi, nella natura incontaminata e variegata del Parco Nazionale della Majella.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019 Eremo di San Bartolomeo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Difficolt\u00e0: facile<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dislivello: 150 mt<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tempo: 2 ore (andata) + 1 ora e mezza (discesa)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Segnaletica: Parziale<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Carte: IGM 147 IV SO \u2013 Carta CAI Majella 1:25.000<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Facile percorso alla scoperta di uno degli eremi pi\u00f9 suggestivi della Majella. Dalla Piazzetta di Roccamorica si raggiunge un bivio in prossimit\u00e0 di un monumento ai caduti (indicazioni per Santo Spirito). Al bivio prendere la strada di destra che tocca il cimitero, dopo alcuni metri. Prima della curva, in prossimit\u00e0 di una costruzione, ha inizio una mulattiera che si dirige verso sud. Si tocca un\u2019altra abitazione sulla sinistra, al di sotto della quale \u00e8 ancora vizibile la strada. Proseguire lungo la mulattiera che comincia ad allontanarsi dalla strada, e giunti ad un bivio, prestare atenzione ad evitare la strada asfaltata che scende al Fosso Cerasoli. Con l\u2019aiuto della bussola e della carta \u00e8 facile proseguire lungo la stessa mulattiera che, dopo una curva, tocca tre costruzioni allineate. Continuare fino ad una curva a 90 gradi che porta al letto di un torrente, senza possibilit\u00e0 di errore. Pochi metri dopo, a 650 mt di altitudine, attraversare il fosso Rusci e continuare, facendo attenzione a non perdere l\u2019 orientamento, in direzione sud, dove ritroverete la mulattiera e, poco oltre, una piccola fontana. Proseguire per ca 600 mt, fino ad incontrare un bivio. Prendere un piccolo sentiero sulla destra, in discesa, che porta all\u2019 eremo seguendo l\u2019 indicazione. Lo si segue passando prima per il Piano delle Felci, per poi scendere nel Vallone di san Bartolomeo e il Torrente Capo Lavino. Giunti a questo punto, \u00e8 impossibile perdersi, il sentiero \u00e8 segnato e ci sono molte croci lungo il percorso. L\u2019eramo si trova in fondo alla valle e compare all\u2019 improvviso dopo alcuni scalini scavati nella roccia. Il posto \u00e8 di eccezionale bellezza e tranquillit\u00e0. Scendendo al letto del fiume \u00e8 possibile attingere acqua da una sorgente. L\u2019 eremo \u00e8 sempre aperto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>San Liberatore a Majella<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Difficolt\u00e0: facile<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dislivello: 330 mt \/ 470 mt<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tempo: 3 ore e 45 min \u2013 tempo di discesa circuito<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Segnaletica: assente<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Carte: IGM 147 IV SE \u2013 Carta CAI Majella 1:25.00<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019 estremit\u00e0 settentrionale dei crinali della Majella, i profondi valloni che scendono su Serramonacesca nascondono uno dei pi\u00f9 nobili monumenti d\u2019 Abruzzo, l\u2019 Abbazia di San Liberatore. L\u2019edificio attuale sorge sulle vestici di un\u2019abbazia del IX secolo, distrutta da un terremoto nel 990 e ricostruita all\u2019inizio dell XI secolo. Da Serramanacesca, situata ad un altitudine di 276 mt, seguire&nbsp; a piedi la strada per Roccamotepiano, passando al ponte sul fiume fino a raggiungere l\u2019inizio di una strada asfaltata. Imboccare questa strada a destra e proseguire fino a toccare una serie di case coloniche (Garifoli e D\u2019Andrei). Al termine dell\u2019 agglomerato la strada si fa pi\u00f9 dissestata e ripida. Sulla destra si scorge l\u2019 isolata e spettacolare Torre di Pollegro. Continuare a salire per la strada senza raggiungere la torre e scendere per una carreggiabile a destra. Alla fine della strada proseguire lungo un campo coltivato e per tracce fino in fondo al fosso. Guadare il fosso e risalire in direzione Nord- Ovest fino a trovare un sentiero che raggiunge la mulattiera a fondo valle. Proseguendo su questa strada raggiungere l\u2019Abbazia di San Liberatore a Majella. Visitata la chiesa, chiedendo le chiavi al Parroco di Serramonacesca, continuare sulla strada asfaltata verso il paese. Poco prima, girando a destra per la contrada di Brecciarola, \u00e8 possibile raggiungere le suggestive rovine di Catelmenardo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Valle dell\u2019 Orfento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Difficolt\u00e0: media<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dislivello: 750 mt<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tempo: 5 ore e mezza + tempo di discesa circuito<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Segnaletica: assente<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Carte: IGM 147 III NO, 147 III NE \u2013 Carta CAI Majella 1:25.000<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Meraviglioso itinerario percorribile per gran parte dell\u2019anno, che permette di ammirare il selvaggio canyon dell\u2019 Orfento. Motivo di interesse sono le erosioni del fondovalle, i folti boschi di faggi e la possibilit\u00e0 di qualche fortuito incontro con la faune del posto, costituita da cervi, caprioli e orsi. E\u2019 necessario richiedere l\u2019 autorizzazione&nbsp; al Vivaio Forestale di Caramanico. Da Caramanico Terme risalire la breve strada asfaltata che porta alla Terme e a Santa Croce, dove si parcheggia. Attraversare il paese, passando sulla sinistra della chiesa e seguire un viottolo che costeggia un vigneto, traversa un ruscello e raggiunge un ponticello ad un bivio, ad un altitudine di 680 mt.&nbsp;Andare a sinistra costeggiando l\u2019 orlo del canyon, poi il sentiero inizia una lunga e panoramica diagonale che scende alla Valle dell\u2019 Orfento, nei pressi di un curioso pinnacolo con tracce di costruzioni. Nelle immediate vicinanze si incontra un ponticello.&nbsp;Continuare sulla sinistra, destra orografica, del torrente, attraversare un secondo ponticello e inoltrarsi nella zona pi\u00f9 selvaggia della valle. Dopo una serie di grossi massi, attraversare una magnifica ansa del torrente scavata nella roccia. Poi il torrente incassa. Salire nella faggeta, a mezza costa. Attraversare un valloncello secondario, molto ripido, e continuare in piano fino ad un bivio: a sinistra, pochi passi portano al Ponte di Pietra (991 mt), che scavalca una profonda e spettacolare forra. Al di l\u00e0 del ponte, un sentiero verso sinistra permette di scendere ad un torrente, situato alla base della forra, un luogo spettacolare di profonda suggestione. Tornati sul lato meridionale del ponte, salire per una mulattiera fino ad un tornante, da cui appare la parete di Monte Focalone, che chiude la valle.&nbsp; Da qui in avanti l\u2019 accesso alla valle \u00e8 vietato. La mulattiera torna verso ovest a mezza costa e sbuca sul bel pianoro che accoglie il Rifugio La Cesa della Forestale, chiuso a chiave, ad un altitudine di 1105 mt. Continuare sulla strada, toccando una fonte. Superati due tornanti, si sbuca al Guado Sant\u2019 Antonio, raggiunto da una sterrata dal versante di Caramaico e San Nicolao. Senza seguire la strada, scendere direttamente nel valloncello sottostante, seguendo una mulattiera in discesa. Raggiunto un bivio, svoltare a destra. Proseguire per i larghi pendii sottostanti, lungo i quali la mulattiera risulta cancellata. Poi, senza raggiungere l\u2019 abitato di San Nicolao, imboccare un ampio vallone, sulla destra, percorso ad est, da un buon sentiero. Passati accanto ad una csa, si ritrova il sentiero dell\u2019 andata al ponticello, da cui si torna al paese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Monte Amaro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Difficolt\u00e0: difficile<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Dislivello: 980 mt<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tempo: 4 ore e 15 min (salita) + 3 ore e 15 min (discesa)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Segnaletica: giallo-rossa<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Carte: IGM 147 III NE CAI Majella<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 la via pi\u00f9 frequentata tra quelle che salgono alla vetta principale della Majella. Da Passo Lanciano raggiungere in macchina il Blockhaus, dove termina la strada nei pressi di un fontanile e partono i sentieri segnati. Da qui seguire il sentiero contrassegnato con il numero 1, che passa a mezza costa tenendo la vetta a destra, oppure puntare verso la vetta incontrando i ruderi di un fortino borbonico. I 2 sentieri si ricongiungono immediatamente al di l\u00e0 di questo. Proseguire sul sentiero toccando Monte Cavallo. Poco oltre, sulla destra (2118 mt, croce di legno) sono visibili dei lastroni di roccia che portano incise una serie di iscrizioni lasciate sul calcare dai briganti. Il luogo \u00e8 appunto noto come Tavola dei Briganti. In breve si raggiunge la Sella Acquaviva (2100 mt). In questo tratto prestare attenzione a restare sull\u2019 itinerario contrassegnato dal numero 1 che passa sul crinale. In circa 1 ora e mezza si raggiunge Monte Focalone, dalla cui vetta \u00e8 possibile ammirare il bellissimo panorama su Monte Amaro. Dal Focalone scendere al Primo Portone, che si trova ad un\u2019altitudine di 2568 mt. Il sentiero si snoda sotto Monte Rotondo e raggiunge in breve il Terzo Portone. Poi continua con percorso scomodo e faticoso fino al margine dell\u2019 altopiano che unisce Monte Pescofalcone a Monte Amaro. Da qui il sentiero compie un ampio giro sulla destra, aggira un enorme dolina e poi piega gradualmente a sud-est, sul largo dosso che porta alla vetta del Monte Amaro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL PARCO NAZIONALE E LA MAIELLA ITINERARI ALL\u2019INTERNO DEL PARCO NAZIONALE DEGLI ABRUZZI PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E DEI MONTI DELLA LAGA Il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, con i suoi 150 mila ettari di terreno, abbraccia 44 Comuni, 3 Regioni, 2 diverse e imponenti Catene Montuose, accoglie una &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1322,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1200","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1200","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1200"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1200\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1321,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1200\/revisions\/1321"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1322"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1200"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}