{"id":1324,"date":"2022-04-06T20:36:58","date_gmt":"2022-04-06T18:36:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/?page_id=1324"},"modified":"2022-04-06T20:37:00","modified_gmt":"2022-04-06T18:37:00","slug":"lartigianato-abruzzese","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/?page_id=1324","title":{"rendered":"L&#8217;Artigianato Abruzzese"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.toplevelsrl.com\/public\/46\/big1502966313_xkxbh4p9.jpg\" alt=\"L\u2019artigianato abruzzese\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019ARTIGIANATO ABRUZZESE<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">L\u2019ARTIGIANATO ARTISTICO E TRADIZIONALE<\/h4>\n\n\n\n<p>L\u2019 <strong>artigianato<\/strong> che oggi ammiriamo nelle botteghe e nelle fiere \u00e8 frutto di&nbsp;<em>abilit\u00e0<\/em> e <em>perfezionamento<\/em> millenario&nbsp;ed esprime pienamente l\u2019anima abruzzese. Segue una panoramica delle principali attivit\u00e0 presenti nella nostra regione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>ARAZZI <\/u><\/strong>\u2013&nbsp; <em>Gli arazzi sono pi\u00f9 della pittura, essi ne sono come il sogno \u2013 <\/em>Edmond De Goncourt<\/p>\n\n\n\n<p>Il disegno da seguire per realizzare gli arazzi si chiama cartone il lavoro viene svolto su un telaio orizzontale esclusivamente con lana colorata perch\u00e9 il filo spaccato \u00e8 fedele ai colori del disegno originario. Sono realizzati solo a Penne e solo su commissione . Si producono ininterrottamente dal 1965 al 1993, nel 1997 si riapre il laboratorio. Le opere di Giacomo Balla, Capogrossi, Remo Brindisi, Avenali , Accattino, Afro Basaldella, Primo Conti sono state il cartone d i arazzi prodotti a Penne. Un arazzo prodotto a Penne decora la Biblioteca Nazionale a Roma. Sul territorio provinciale gli arazzi decorano l\u2019Hotel Dei Vestini a Penne, la Banca Nazionale del Lavoro a Pescara sita in Corso Vittorio Emanuele, la sede a Penne di Brioni Roman Style, la sartoria dei film di James Bond.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>CERAMICHE<\/u><\/strong> \u2013 <em>\u2026andammo cinque miglia pi\u00f9 oltre, a un\u2019altra Terra detta le Castella (Castelli, Teramo), posta sopra di un colle, tra due fiumicelli; nella qual Terra si fanno vasellamenti nobili di candida terra, e se ne portano fino a Napoli. Ne vedemmo due botteghe, e ci fu dato da bere <\/em>fr\u00e0 Serafino Razzi<\/p>\n\n\n\n<p>biscotto: la ceramica da cuocere \u2013 caolino: minerale per ceramica \u2013 ceramica: lavoro fatto con l\u2019argilla (dal greco keramicos) \u2013&nbsp;compendiario: pittura su ceramica fatta con linee veloci \u2013 ingobbio: mettere un velo di argilla bianca sulla ceramica per poi cuocerla \u2013 invetriatura: ricoprire la ceramica con vernice vitrea istoriato: ceramica con soggetti narrativi \u2013 lumeggiatura: applicazione dell\u2019oro o del bianco sulla ceramica \u2013 maiolica: la ceramica voce dal nome dell\u2019isola di Maiorca mezza \u2013 maiolica: terracotta ingobbiata e verniciata, non dipinta e trattata come le maioliche complete \u2013 smalto: vernice che da alle ceramiche consistenza vetrosa \u2013 spolvero: disegno punteggiato e riportato sulla ceramica<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>CONFETTI di Sulmona<\/u><\/strong> \u2013 <em>Datemi due cannellini di Sulmona&nbsp;\u2013 <\/em>Giacomo Leopardi<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla patria di Ovidio stupende lavorazioni di confetto interamente fatte a mano, una tradizione che colora da secoli gli eventi felici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>CUOIO INCISO<\/u><\/strong> \u2013 <em>\u2026con antica pazienza,egli ama sentirsi affiorare sotto le dita, dalla eliminazione dell\u2019inutile, le immagini di un segno grafico (\u2026) da scoprire e fermare sul cuoio. Perci\u00f2 i suoi alberi, dai tralci che attingono forma e movimento da un misto di osservazione realistica e di immaginazione, si infittiscono verso la cima di trame che paiono non possano, non debbano risolversi, definirsi.<\/em>..Giuseppe Rosato<\/p>\n\n\n\n<p><em>La creativit\u00e0 si sbizzarrisce in mille ornamenti per mille funzioni: dagli elementi di arredamento all\u2019oggettistica, dal pannello puramente decorativo a intere porte, bellissime e originali<\/em>&nbsp; \u2013 Titti Carta<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>DDU \u2018BBOTTE<\/u><\/strong> \u2013 <em>\u2026uno strumento musicale povero al quale non si addice un\u2019aula seriosa di Conservatorio nato com\u2019\u00e8 tra calanchi e masserie, tra vigneti ed ulivi generosi, tra il sudore di una mietitura appena conclusa ed il profumo di un prezioso corredo nuziale steso al sole\u2026<\/em>Valerio Ruggieri<\/p>\n\n\n\n<p>Lo strumento indispensabile per ogni serenata, il suono della tradizione portato nelle vie di ogni cittadina abruzzese alle promesse spose e alle ragazze corteggiate, per rivivere nella modernit\u00e0 usanze passate.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>FERRO E RAME BATTUTI<\/u><\/strong> \u2013 <em>Tella Fornara, moglie di Vitillo, portava la callara e la cottora, lo spiedo, lu mortalo e lu pistello. La conca, lu maniero e la frissora. Mirabella portava la catena, lu gancio di ferro e la rasora, lu treppiede, lu cotturo e la padella, la cucchiara di rame e la tiella \u2013 <\/em>Romualdo Parente<\/p>\n\n\n\n<p>Si producono fin dall\u2019antichit\u00e0. In Abruzzo il ferro e il rame battuti annoverano maestri di eccelsa levatura. Gli artigiani del rame battono con un particolare martello di legno la lastra poggiata su una specie di incudine di legno dalle linee curve. I lavori prodotti in rame sono soprattutto per il cibo come le conche cilindriche a due manici con il ramaiolo per l\u2019acqua potabile. Un particolare: i parrucchieri usavano versare l\u2019acqua per lavare i capelli dalla conca di rame, per non elettrizzarli. Tradizionali sono anche i bracieri, i vasi, le pentole esposte davanti alle botteghe che esibiscono come biglietto da visita anche statuette e bassorilievi oltre alle cancellate e alle testate dei letti ricamate col ferro. Le botteghe artigiane sono locali modesti, dove troviamo tutti gli attrezzi caratteristici: forgia, incudine, martelli di varie proporzioni, bancone di lavoro e quant\u2019altro \u00e8 necessario per lavorare il ferro. Quando per\u00f2 il fabbro forgia il metallo la modestia dell\u2019ambiente scompare come per incanto: a colpi di martello da una verga di ferro rovente nascono rami, foglie, alberi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>MERLETTI<\/u> <\/strong>\u2013 <em>Quando la Regina Isabella nel 1493 venne all\u2019Aquila per visitare le reliquie di San Bernardino, i cronisti dell\u2019epoca ricordano che ai cavalieri del seguito recarono meraviglia, nelle feste sontuose che prepar\u00f2 la citt\u00e0, la rigogliosa bellezza delle donne aquilane e la squisita ricchezza dei merletti onde erano adorne \u2013 <\/em>Orazio D\u2019Angelo<\/p>\n\n\n\n<p>Pescocostanzo citt\u00e0 nobile, con grossi patrimoni fondati sulla pastorizia, fu glorioso centro artigiano nei secoli dello splendore. Dei suoi ferri battuti rimangono insigni esempi nella Collegiata. Si pretende che i vecchi maestri avessero un loro segreto, e mescolassero succhi d\u2019erbe delle montagne al ferro fuso rendendolo cos\u00ec pi\u00f9 cedevole come una pasta agli estri della fantasia. Vi \u00e8 chi si \u00e8 posto a ricercare queste ricette oggi perdute per riportare il ferro a prodezze virtuose divenute impossibili. Fior\u00ec a Pescocostanzo quel merletto abruzzese che, qui e specialmente a L\u2019Aquila, giunse a una perfezione non inferiore a quella di Venezia e di Valenciennes. \u00c8 incerto come questa arte sia giunta in Abruzzo; forse dal Settentrione, ma forse direttamente dalla Turchia. A Pescocostanzo \u00e8 rinata la scuola del merletto, e ho visto ragazze e bambine con le dita annaspanti sulle fila del tombolo. \u00c8 un lavoro che attrae ancora le donne di queste parti, dove le cento lire hanno conservato un valore. L\u2019arte del merletto pu\u00f2 rifiorire in Abruzzo, perch\u00e9 l\u2019abilit\u00e0 rimane. (\u2026) Pescocostanzo fu anche nido di orafi. La guerra ha disperso molte delle loro opere migliori. (\u2026) La graziosa Scanno (\u2026). In molte piccole botteghe si ha la prova dell\u2019attitudine di questi artigiani noti ad eccellere come sarti. Sono questi infatti i vivai nei quali crebbero i migliori tagliatori per uomo delle nostre citt\u00e0; anche quelli che restano non sono sarti di villaggio. Guido Piovene Viaggio in Italia Milano 1957.<br>A Pescocostanzo, presso Palazzo Fanzago antico convento di clausura, \u00e8 ospitato il museo del merletto. A Palazzo del Governatore ha sede la Scuola Comunale di Merletto a tombolo, finanziata con una specifica legge regionale dove i ragazzi possono seguire lezioni gratuite da giugno a settembre.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>FUOCHI D\u2019ARTIFICIO<\/u><\/strong> \u2013 <em>Non c\u2019\u00e8 festa in Abruzzo in cui il profumo delle noccioline appena tostate non si confonda con l\u2019allegria delle parature luminose o con i palloncini e delle note musicali. Ma, a tarda sera, i protagonisti pi\u00f9 attesi diventano loro: i fuochi d\u2019artificio. Che siano le pupe a bruciare ballando in piazza (Cappelle sul Tavo, Lama dei Peligni ecc.) oppure i riflessi e i giochi di luce sul mare (Francavilla, Fossacesia, S.Vito Marina ecc.) o ancora, pi\u00f9 tradizionalmente , quelli in aria, i fuochi pirotecnici rappresentano il clou della serata. Il cielo si trasforma presto in una lavagna immaginaria sulla quale l\u2019abilit\u00e0 di questi artigiani-artificieri disegna prima cupole di stelle colorate, fontane luminose, bengala scintillanti e poi \u201crovescia\u201d tutta una suggestiva fantasmagoria di colori \u2013 <\/em>Valerio Ruggieri<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>ORO<\/u><\/strong> \u2013 <em>Le donne preferivano gli orefici ed amavano di destinare<\/em><em> lo zafferano all\u2019acquisto degli ori, ori per le figliuole, ori per le spose. Allora la vendita diventava un baratto: le donne consegnavano i loro cartocci profumati e dopo una minuziosa scelta nelle urne piatte di quei gioiellieri ambulanti, dopo pesi, verifiche e riprove, se ne tornavano a casa con uno spiritosanto raggiante, attaccato ad una collana nuova, o con un paio di orecchini a volute barocche, smaltate d\u2019azzurro. Cos\u00ec lo zafferano formava piccoli tesori \u2013 <\/em>Massimo Lelj<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>PIETRA SONANTE<\/u><\/strong> \u2013 <em>\u201cla preta gentile del pogio\u201d \u2013<\/em> Silvestro D\u2019 Ariscola<\/p>\n\n\n\n<p>Lettomanoppello in provincia di Pescara gi\u00e0 nel Settecento annoverava maestranze scalpelline. Sculture esistenti nella zona testimoniano l\u2019uso della pietra scolpita gi\u00e0 dal mille. Si scolpisce a mano libera con mazzetta e scalpello il blocco di pietra dalla cava finendo il lavoro con carta vetrata e proteggendolo con prodotti idrorepellenti. La pietra bianca della Maiella, calcare bianco (pi\u00f9 tenero e poroso) e calcare grigio (pi\u00f9 duro e compatto, con possibilit\u00e0 di lucidatura) sono la materia prima in loco. Una particolarit\u00e0 \u00e8 che il pezzo lavorato emette un \u201csuono\u201d secondo la grossezza, l\u2019altezza, e quando nella bottega lavorano pi\u00f9 persone si sente un\u2019 orchestra \u201cdi pietra\u201d. Degna d\u2019attenzione la lavorazione della pietra arenaria di Frattoli a Crognaleto in provincia di Teramo<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>TESSITURA A TELAIO<\/u><\/strong><strong> \u2013 <\/strong><em>Il ticchettio dei telai incomincia ogni mattina all\u2019alba, quasi simultaneamente: sembra un dialogo tra casa e casa; confidenze mandate oltre un muro e contraccambiate con un alfabeto melodioso che non muta da secoli \u2013 <\/em>Hilde Mammarella<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>CESTI INTRECCIATI<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Poche attivit\u00e0 hanno mantenuto intatte nel tempo tutte le caratteristiche della lavorazione come quella dei canestri. La materia prima \u00e8 sempre la stessa: le stecche di canna per il fondo del canestro e i vimini o le bacchette di olivo per le finiture. Spesso \u00e8 impegnata l\u2019intera famiglia e perfino i bambini liberano le canne dalle parti inutilizzabili, mentre tocca alle donne pensare a cogliere canne, vimini, bacchette di olivo e farli stagionare. Un canestro particolare \u00e8 la fruscelle di giunco per ricotte e formaggi. I cesti di vimini servivano per la raccolta, trasporto e conservazione di numerosi prodotti agricoli quali le olive, l\u2019uva e per lo stoccaggio dei cereali e dei legumi. Per ogni occasione c\u2019era un cesto specifico: portare il cibo ai braccianti nei campi, i prodotti a vendere al mercato, il cons\u00f2lo per il lutto, le pietanze alla puerpera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>LE PIGNATTE E LE CAMPANELLE DI LANCIANO<\/u><\/strong> \u2013 <em>Una materia povera che, trattata e lavorata dalle mani de \u201cli pignatari\u201d sull\u2019apposito banchetto a pedale, prende forma e si rivela: vazzije, tiane, cicinelle, pignate, figure e campanelle allo stato grezzo, diventano realt\u00e0 in pochi minuti. Cosa sono sagne e fagioli, cif e ciaffe, il brodetto di pesce o il coniglio senza quel fascino di antico che ci ricorda la cucina della nonna!?! \u2013 <\/em>Valerio Ruggieri<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>I COLTELLI CONTADINI DI LORETO APRUTINO<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La produzione antica prevedeva come materiale l\u2019osso per i manici e il ferro per la lama. Nei tempi passati i coltelli venivano realizzati lavorando a mano la lama con diversi tipi di lima, poi si passava alla tempera e infine all\u2019affilatura alla mola che assottigliava la lama rendendola tagliente, se il coltello era di pregio alla finitura seguiva l\u2019arricchimento dell\u2019oggetto con l\u2019incisione del manico. Nella provincia di Pescara la produzione dei coltelli \u00e8 esclusiva di Loreto Aprutino. Si racconta che gli imbonitori delle piazze per richiamare la gente cominciarono a gridare \u201cColtelli di Loretoooo!\u201d. Era il segno del raggiunto successo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ARTIGIANATO ABRUZZESE L\u2019ARTIGIANATO ARTISTICO E TRADIZIONALE L\u2019 artigianato che oggi ammiriamo nelle botteghe e nelle fiere \u00e8 frutto di&nbsp;abilit\u00e0 e perfezionamento millenario&nbsp;ed esprime pienamente l\u2019anima abruzzese. Segue una panoramica delle principali attivit\u00e0 presenti nella nostra regione. ARAZZI \u2013&nbsp; Gli arazzi sono pi\u00f9 della pittura, essi ne sono come il sogno \u2013 Edmond De Goncourt Il &#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1326,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1324","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1324"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1324\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1325,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1324\/revisions\/1325"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1326"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.agricalifornia.it\/wordpress\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}